Autostima

“Carpe…carpe diem rendete straordinaria la vostra Vita!”

Una delle frasi più belle tratte dal famosissimo film L’attimo fuggente (del 1989 diretto dal regista Peter Weir e con protagonista Robin Williams), considerata un esempio del concetto di autostima. Molti sono convinti che ciò che abbiamo dentro di noi non interessi a nessuno, ma in realtà è una convinzione totalmente falsa. Ogni uomo, con la motivazione giusta, possiede tutte le potenzialità per creare un proprio mondo, unico, da poter condividere con gli altri. Tutto dipende da quanto conosciamo noi stessi, e da quanto peso diamo a ciò che pensano gli altri di noi! Spiegare con poche parole il concetto di Autostima non è semplice, perché si tratta di un costrutto con un’ampia evoluzione di riflessioni teoriche, che abbracciano un arco di tempo troppo ampio. Semplicemente possiamo definirlo come un insieme di requisiti personali, a cui un individuo fa riferimento quando parla di sé. L’autostima ci permette di esprimere il livello di giudizio dei propri pregi, difetti e limiti, ma anche il grado di consapevolezza della propria unicità.

Come ritrovare e aumentare l’autostima

Possedere un buon livello di autostima è fondamentale per il nostro benessere mentale e fisico. In realtà c’è chi soffre di una bassa autostima, e ciò può provocare un senso di tristezza, insicurezza e incapacità di vivere, suscitando pensieri del tipo: “Non so fare nulla” ”Non valgo niente” “sono uno stupido/a” ecc. E poi c’è anche l’altra faccia della medaglia, cioè chi possiede un’autostima troppo elevata e può peccare di un eccessivo senso di sicurezza e una scarsa consapevolezza dei propri limiti. In base a ciò, è bene mantenere sempre un livello medio di autostima, proprio come dicevano i latini “In media res stat virtus”. L’Autostima è una proprietà che può essere sempre migliorata, attraverso le nostre conoscenze e le nostre competenze. Dato fondamentale è la flessibilità che dimostriamo davanti ai vari cambiamenti della vita, la capacità di sopravvivere, di reinventarci giorno dopo giorno, stupendoci di ciò che in realtà siamo capaci di realizzare. È importante avere consapevolezza delle proprie azioni, degli obiettivi che si vogliono perseguire, essere sicuri che ciò che facciamo sia frutto solo della nostra volontà, e non di un’influenza esterna. Per questo motivo è sempre bene porci delle domande: “voglio veramente andare all’università?” ... “Sto inseguendo le mie passioni?”… “sono felice?”…”voglio veramente sposarmi?” ecc.. Se le risposte sono negative, è bene fermarsi, prendere coscienza della propria vita e agire per poterla cambiare come Ognuno Vuole. Altro dato importantissimo per avere una buona autostima è l’accettazione di sé stessi, del proprio corpo, dei propri pensieri e delle proprie azioni. Attenzione non accontentarsi, ma accettarsi per migliorarsi! Se io accetto di aver paura di qualcosa, posso tentare di trovare una soluzione al problema, per poterlo vedere da un altro punto di vista, e quindi superare la mia paura. Negare la realtà dei fatti ci impedisce di cambiare. Inoltre per avere una vita serena bisogna essere persone responsabili delle proprie azioni e non semplicemente dare colpa agli altri o alle situazioni in cui ci ritroviamo. La tua felicità dipende principalmente da te! È sbagliato non esprimere le proprie idee, i propri pensieri, perché ritenuti futili o sbagliati. Ciò non accresce sicuramente la propria autostima. Dovremmo pensare che esprimere le proprie idee corrisponda ad una sincera volontà di cambiare qualcosa, o almeno migliorarla. La base per l’autoaffermazione è pensare per sé stessi, difendere il proprio pensiero e il diritto di esistere, indipendentemente dagli influssi esterni che potrebbero minare una nostra sicurezza. “Non si deve essere come foglie al vento”! È fondamentale credere in degli obiettivi, perché solo così si può avere controllo della propria vita. Invertiamo lo sguardo: smettiamo di concentrarci su ciò che ci manca, mettiamo in luce le qualità che abbiamo, i risultati non tarderanno ad arrivare. Riuscire a migliorare una tendenza del proprio carattere radicata da tempo non è facile, ma l’importante è non abbattersi, anzi imparare a riconoscere e a premiare ogni piccolo passo che si fa sulla via del cambiamento.

L’autostima in età prescolare

Oggi viviamo in una realtà dispersiva, dove avere un punto di riferimento è diventato alquanto impossibile. Siamo bombardati da troppi stimoli, immagini, notizie, che non ci permettono spesso di trovare una strada giusta da seguire. Accrescere e mantenere la propria autostima è ormai considerata un’impresa eroica oggi come oggi. Ma non dobbiamo assolutamente rinunciare a perseguirla, anzi dobbiamo iniziare a costruirla fin dai primi giorni di vita. L’interpretazione che ognuno di noi fa della propria persona è un processo che inizia proprio nella prima fase della vita quando c’è una relazione più forte tra il fattore somatico e quello psicologico; tale relazione trasformerà il bambino in un uomo adulto. Non si tratta di una componente genetica, molto dipende dal sostrato familiare e sociale che ci circonda (genitori, parenti, insegnanti ecc.). Affinchè un bambino acquisisca fiducia nelle proprie azioni è bene che i genitori non proiettino su di lui aspettative troppo grandi, o ancora peggio le loro debolezze. “Un bambino non è il prolungamento di un adulto!”. Genitori che da piccoli hanno ricevuto poche attenzioni o affetto, a loro volta possono trasmettere al bambino una scarsa stima di sé, divenendo così inconsciamente la causa prima di una bassa autostima e insicurezza del piccolo. Un bambino con poca autostima, potrebbe diventare da grande un adulto depresso incapace di vivere. Il famoso detto “i bambini sono delle spugne”, ci fa capire benissimo la situazione. I bambini riescono a percepire lo stato d’animo di chi li circonda o si prende cura di loro, capiscono benissimo se il genitore non si stima o non è soddisfatto di sé dopo una giornata lavorativa, quindi ricordiamoci di non pensare solo al nostro mondo, ma soprattutto a quello dei nostri figli. Basta veramente poco per far crescere i bambini serenamente, non serve circondarli di regali, rimproverarli affinché siano diligenti, coccolarli troppo, oppure soffocarli con eccessive attenzioni e raccomandazioni. Tutto ciò potrebbe creare solo un senso di insicurezza e instabilità nel piccolo. Ciò che è importante è la qualità di tempo che gli dedichiamo, è il credere in loro, è l’esserci sempre anche solo con un sorriso o una carezza. Dovremmo imparare a fornirgli gli strumenti per affrontare le difficoltà, non sostituirci a loro.

In amore sbagli sempre? Rintraccia le cause nell' autostima

Non puoi amare un’altra persona se per primo non ami te stesso. Ecco perché l’autostima in amore non deve essere sottovalutata. Amare in una coppia non è una cosa semplice, bisogna in primis conoscersi ed accettarsi con tutti i propri difetti e le proprie qualità. La consapevolezza di sé stessi aiuta ad individuare quali obiettivi si vogliano raggiungere insieme. Una buona autostima in amore può portare a rapporti molto soddisfacenti, mentre una bassa autostima genera solo insicurezze ed ansie inutili nella coppia. Siamo noi i creatori delle nostre sfortune: facciamo di tutto, inconsciamente, per confermare un intimo senso di inidoneità personale: “nessuno mi ama veramente per quella che sono; una persona così non me la merito; non andrò mai bene; sono sfigata in amore”… Stiamo attenti a ciò che pensiamo, potremmo autoconvincercene, sbagliando! Iniziamo invece col pensare che una persona ci ami semplicemente per come siamo, che ci scelga ogni giorno tra tremila altre, solo per il fatto che abbiamo qualcosa di bello in noi, perché ognuno è diverso dall’altro anche solo per un particolare. Iniziamo ad avere più fiducia in noi stessi, il coraggio paga! Ognuno di noi è un’opera d’arte, che potrà essere criticata sia positivamente che negativamente in base ai propri gusti, ma ciò non cambierà assolutamente la bellezza intrinseca della materia. “Innamorati di te stesso e poi fa in modo che gli altri si innamorino di te”, riflettiamo su questo concetto che racchiude a pieno l’importanza dell’autostima in un rapporto di coppia.

Timidezza e autostima

La timidezza per molte persone viene considerata una vera e propria condanna, invece dovrebbe essere vista come un punto di forza da cui ripartire. Riconoscere gli aspetti positivi dei propri tratti caratteriali negativi è importante per migliorare l’autostima. Le persone timide sono poco motivate nel raggiungere i propri obiettivi, in quanto si sentono inadeguate in molte situazioni, assumendo regolarmente un atteggiamento eludente ed ambiguo. Il fondamento di tale demotivazione è semplicemente una concezione negativa di sé. Le persone timide non hanno fiducia nelle proprie potenzialità e non riescono oggettivamente ad analizzare la complessità delle problematiche a cui devono far fronte, considerandole erroneamente degli ostacoli insormontabili. È evidente dunque che alla base della timidezza c’è sempre un sentimento di insoddisfazione e di inferiorità nel relazionarsi con gli altri. Molti pensano che la causa principale della propria situazione mentale e del proprio disagio sociale sia proprio l’autostima. In realtà tutto va ricondotto ad una vera e propria credenza negativa di noi stessi che ci creiamo fin da piccoli. La timidezza limita molto la qualità della vita, quindi è bene aiutare il nostro Io a superarla, non lasciarle le redini dei nostri progetti.

Racconto di un caso clinico: La storia di Federica

Federica era una ragazza di 23 anni, semplice, un po’ timida ed introversa, era fuori corso all’università, non aveva molti amici sinceri e non era amante di un’intensa e divertente vita sociale come i ragazzi della sua età. L’immagine che Federica era riuscita a creare di sé era quella di una perfetta “sfigata” e di conseguenza nelle situazioni che viveva si comportava come tutte le persone che hanno una bassa autostima di sé: non osava mai, non prendeva decisioni, all’università non rendeva secondo le sue potenzialità e nelle situazioni che viveva restava sempre ai margini. Ma guardiamo meglio i suoi problemi per capire quando si è formata questa immagine negativa di sé.

Da piccola, Federica era una bambina con qualche chilo di troppo e questa condizione le creava una leggera forma di disagio con le amiche, che la deridevano per la sua grossolanità. La mamma, nonostante le sue dolci premure, non riuscì a valutare oggettivamente questa sua condizione, non trasmettendo così la giusta sicurezza a Federica riguardo il suo aspetto. Iniziò un rifiuto fisico che la portò ad odiare ogni singola parte del suo corpo culminando così nell’anoressia.

Il padre di Federica, invece, su questa figlia rivestiva grandi aspettative e desiderava che la figlia splendesse e primeggiasse in tutto. Il blocco più grande arrivò all’Università, quando si ritrovò a fare una facoltà che non le piaceva, al solo scopo di non deludere i propri genitori. Quegli anni si sono rivelati un vero e proprio incubo per Federica. L’ambiente diventò sempre più ostile, gli esami sempre più insormontabili. Gli anni universitari passarono, gli amici si laurearono e Federica rimase sempre nella stessa identica situazione. Intrappolata in qualcosa che lei stessa non voleva. Iniziò ad isolarsi, a non uscire, a pensare che fosse sbagliata, una nullità. Ad aggravare la situazione fu l’incontro con un ragazzo che non contraccambiò la sensibilità di Federica, anzi ne sottolineò le debolezze caratteriali, lasciandole un immenso senso di frustrazione ed inadeguatezza. Federica sentendosi trattata da incapace dalle persone che la circondavano, si convinse veramente di esserlo e iniziò a comportarsi da incapace, non riuscendo a tirare fuori le proprie qualità. Si rassegnò a vivere un’esistenza sbiadita, che la portò alla depressione. A questo punto è stato fondamentale l’intervento di uno specialista che ha aiutato Federica a ritrovare la giusta autostima e la giusta sicurezza. Grazie ad una mirata terapia psicologica e farmacologica, la ragazza è riuscita con il tempo a riprendersi cura di sé stessa, a riamarsi, ma soprattutto ad accettarsi. Solo così, con il tempo, è stata in grado di potenziare le proprie qualità, a migliorare i propri difetti e a superare i propri limiti. Oggi Federica ha 33 anni, si è laureata in ciò che più le piaceva, lavora, ha un’intensa vita sociale, sa cosa vuole dalla vita, ma soprattutto ha la forza di poter gridare al mondo “Sono felice di esistere”.

Analizzando clinicamente il caso, cerchiamo di individuare le possibili cause riguardanti questo forte senso di inferiorità provato da Federica.

Problemi di tipo percettivo:

  • complessità nel ammettere le reali dimensioni del proprio corpo, quindi delusione nei confronti della propria immagine corporea;

Problemi di tipo socioculturale:
  • Aspirazione ad una ideale di forma fisica e ad una magrezza, considerate come dei veri e propri obiettivi da perseguire;
  • Scarso potenziamento delle prestazioni individuali;
  • Bassa Autostima strettamente dipendente dalle caratteristiche fisiche e dall’accettazione sociale e del gruppo dei suoi simili;
  • iniziale fallimento universitario, causato da incapacità di autoaffermazione nei rapporti familiari.

Metodo:
  • accrescere la consapevolezza delle proprie potenzialità;
  • facilitare lo accrescimento delle singole aree funzionali;

Risultati raggiunti:
  • una diminuzione del grado di disarmonia tra il sé ideale e il sé reale;
  • l'aumento della propria autostima, dell’autoefficacia e dell’assertività;
  • un cambiamento di coscienza della propria immagine;
  • Realizzazione di un buon gruppo di supporto (relazioni sincere);
  • Autoaffermazione del proprio pensiero.



Psicologi e Psicoterapeuti d'Italia



Dr. Rossano Tosi
Indirizzo: via Giovanni Asti 7 - Brescia (BS)
Email: rossano.tosi@libero.it
Sito web: Psicoterapeuta Brescia: Dr. Rossano Tosi
Articoli di interesse: Attacchi di Panico - Brescia - Eiaculazione precoce

Il Dottor Rossano Tosi è Psicologo e Psicoterapeuta laureato all’Università degli Studi di Padova nel 2001. La sua tesi si concentrava su alcuni aspetti dell’omosessualità, con particolare attenzione alla genetica (votazione 110\110). Nel 2008 ha iniziato la formazione in Sessuologia scientifica presso AISPA, Associazione Italiana Sessuologia e Psicologia Applicata a Milano e successivamente si è iscritto all’Albo FISS. Negli ultimi anni si sta dedicando ad alcune problematiche personali e sociali, legate al mondo dell’omosessualità. Si interessa dei vari disturbi sessuali, maschili-femminili e di coppia (eiaculazione precoce/tardiva/difficile, disfunzione erettile, calo del desiderio, anorgasmia, vaginismo, dispareunia), con particolare attenzione alla pedagogia sessuale. Dopo il tirocinio post lauream e l’esame di stato si è iscritto all’Albo degli Psicologi della Regione Lombardia (n°9888). Ha frequentato diversi corsi, tra i più importanti ricordiamo il corso in "Psico-oncologia di base", certificato presso l'Ospedale dei tumori di Milano; il corso in "Psicoterapia Cognitiva dell'adolescenza e dell'infanzia", certificato dall’Istituto Crocetta di Torino; ed il corso di programmazione neurolinguistica presso Milano. Da un punto di vista psicologico si occupa principalmente di autostima, forme depressive, ansia, attacchi di panico e training autogeno. È Specializzato in Psicoterapia Ipnotica Neoericksoniana presso A.M.I.S.I. (Associazione Medica Italiana Studio Ipnosi) a Milano. L’ipnosi permette al paziente di conoscere profondamente il proprio mondo interiore. La trance terapeutica aiuta a superare i limiti appresi, in modo da poter utilizzare al massimo le proprie potenzialità. Dopo diversi anni di lavoro, ha aperto uno studio privato in Via V. Giovanni Asti, 7, a Brescia. Il suo obiettivo principale è rispettare l’individualità dei singoli pazienti e soprattutto i loro tempi. Il Dottore Tosi riceve dal lunedì al sabato mattina dalle 9.00 alle 19.00. È possibile contattare il dottore tramite il modulo contatti che si trova sul proprio sito web www.rossanotosi.it/, oppure chiamando il numero telefonico 333.3902680. In breve tempo l’utente riceverà tutte le informazioni riguardanti il giorno e l’orario dell’appuntamento.